Convegno Strage Georgofili: “Chi sa, parli! Contribuisca a vostruire la verità!”

Inviamo il documento finale del convegno di oggi a Firenze, Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento “Strage e attentati: il mosaico incompiuto della verità giudiziaria”, con i legali delle Associazioni familiari e delle vittime a cura dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili, Antimafia 2000, Movimento Agende Rosse.

Chi sa, parli! Contribuisca a costruire la Verità!
Verità e giustizia, concetti che si ripropongono puntualmente in ogni commemorazione di stragi e attentati.
La verità rappresenta un atto di resistenza, fondamentale per il raggiungimento della giustizia. Ma la verità è fragile e richiede coraggio: non si costruisce da sola, non nasce dai discorsi commemorativi. La verità può già nascondersi nei fascicoli giudiziari, nei documenti e nelle testimonianze ignorate, negli atti secretati. Se la ricerca della verità non va in prescrizione, essa può però rischiare di abortire, tra i documenti che non si è riusciti a trovare o cui non si è dato valore, oppure fra quelli oggetto di depistaggi: sicuramente è nascosta nelle piste investigative scomode che non sono state adeguatamente approfondite.
Bisogna scongiurare che la verità, la nostra verità, rischi di svanire tra le mani di quegli inquirenti o Commissioni parlamentari che hanno il dovere di andare a fondo, senza privilegiandone unilateralmente certe piste, ignorando o archiviando invece altre perché scomode o adducendo di non avere adeguati elementi per sostenerle o per responsabilità di chi agevola letture scomposte e frammentate.
Faremo sicuramente tesoro delle indicazioni che ci sono venute stasera dai legali di parte civile, sia come singole Associazioni che assieme nel Coordinamento nazionale, soprattutto in quelle in cui si renda necessario chiedere l’intervento delle Istituzioni e mobilitare l’opinione pubblica; come preannunciato, con
i contributi di questa sera ci proponiamo di pubblicare un volume sulla verità giudiziaria che completi il precedente sulla verità storica, che sta registrando tanto consenso.
La verità sulla Strage di Via dei Georgofili – è nostra precisa convinzione – che sia già sufficientemente evidente e documentata e che si debba procedere ad accertare fatti e responsabilità in un pubblico dibattimento. Riteniamo che il rinvio a giudizio e il processo convengano anche agli stessi indagati perché non penda indefinitivamente su di loro il sospetto di essere stati concorrenti in orrende stragi.
Anche se poniamo fiducia negli inquirenti, dopo la fuoriuscita, lo scorso anno, di magistrati molto esperti che conoscevano decine di migliaia di carte del processo, abbiamo la viva percezione e preoccupazione per il rischio di inaccettabili archiviazioni. C’è però un ulteriore aspetto decisivo che ci preme sottolineare: la completa verità non emergerà se preziosi e decisivi tasselli rimarranno nascosti tra silenzi omertosi di chi ha visto, di chi, a vario titolo, c’era ma non poteva parlare e poi ha scelto di dimenticare.
Riteniamo e speriamo che questo muro di omertà si stia lentamente sgretolando e che, in qualche modo, vada agevolato l’emergere di queste testimonianze.
Ecco perché, a 33 anni da quel tragico 27 maggio 1993, come Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, ma pensiamo di interpretare anche il pensiero delle altre associazioni, diciamo semplicemente, ma con forza: “Chi sa parli, contribuisca a costruire la verità!”
Chiediamo una presa di coscienza, concreta e responsabile, a chi, rompendo il muro del silenzio, fosse in grado di portare, con la propria testimonianza, quell’elemento a sua disposizione, di cui, incolpevolmente, non percepiva l’importanza, che potrebbe essere proprio il tassello mancante per ristabilire e provare la verità, anche giudiziaria.
Non è più il momento dei silenzi: ci sa parli, ridando dignità a sé stesso, e risarcendo (almeno in parte) della verità, città così profondamente ferite e l’intero paese.